Clara e Gigi Padovani

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La biodiversità della Pasqua italiana

Ancora più del Natale, le festività pasquali sono una grande occasione per le cucine regionali italiane di presentare le proprie ricette tradizionali. Se l’industria ha unificato il nostro Paese con il panettone natalizio – e ora forse anche un po’ con la colomba -, la ritualità della ricorrenza che celebra la resurrezione di Cristo è invece sinonimo di biodiversità culturale e alimentare. Ogni borgo, ogni paese, ogni città, da Nord a Sud, può vantare una sua preparazione che da secoli, a volte legata a miti molto antichi, si ha l’abitudine di offrire in occasione del pranzo o della prima colazione di Pasqua. In Friuli Venezia Giulia, soprattutto a Gorizia, si usa dire “Bona Pasqua e bone pinze”, per ricordare il dolce-non-dolce lievitato che accompagna i prosciutti e i salumi locali. E a Palermo si ricorda “Pasqua di li cassàti”, citando il dolce realizzato con ricotta, pan di Spagna e martorana. Dunque cibo e ritualità religiosa – ma anche stagionale – sono strettamente legate.

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Le uova di cioccolato per Pasqua: sono nate a Torino

Il servizio di Elisabetta Terigi andato in onda nella rubrica "Buongiorno Regione" della Tgr Piemonte della mattina del 17 aprile 2019 e poi nel Tg delle 19:30 (in versione ridotta): la food writer Clara Vada Padovani racconta la storia delle uova di Pasqua, nel laboratorio torinese "Piemont Cioccolato" con il maestro cioccolatiere Alessandro Fioraso

Libri

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L’ingrediente della felicità

Di Clara e Gigi Padovani, Centauria

Non basta amare il cioccolato: bisogna conoscerlo. Abbandonate i sensi di colpa quando addentate una tavoletta o gustate una pralina. Il Cibo degli Dei non mette affatto a rischio la linea né crea problemi di dipendenza.  Come dimostrano gli studi scientifici più recenti, Theobroma cacao rende «felici e fondenti» grazie…

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