Mario Soldati gastronomo: cena a 20 anni dalla morte

Mario Soldati fu scrittore e intellettuale poliedrico: seppe muovere la sua attività tra il giornalismo, la saggistica, il romanzo, il cinema e la televisione. Il 17 giugno ricorrerà il ventennale della sua morte e nell’ultimo dei nostri incontri “A tavola con la storia”, dedicati a personaggi piemontesi, ci piace ricordarne l’intelligente azione di raffinato gourmet, che con la trasmissione Viaggio nella Valle del Po alla ricerca di cibi genuini, andata in onda sul Programma Nazionale Rai in dodici puntate, tra la fine del 1957 e l’inizio del 1958, segnò l’esordio della narrazione gastronomica in televisione.

In quel programma Soldati (Torino 1906 – Tellaro 1999) volle raccontare la pianura padana attraverso la cucina e le tradizione di osti, artigiani, contadini che descrivevano le loro piccole produzioni, contrapposte a quelle dell’industria alimentare che incominciava ad affacciarsi nell’Italia della ripresa economica dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Con il microfono in una mano e l’ombrello nell’altra, lo scrittore condusse gli spettatori in laboratori, caseifici, trattorie. Come la mitica Osteria Cantarelli di Samboseto (Pr), dove intervistò i coniugi che dal 1953 al 1982 seppero trasformare il retrobottega del loro negozio di paese in uno dei templi della gastronomia italiana: Peppino Cantarelli, che imparò l’arte francese della tavola, e sua moglie Mirella, superba cuoca che ci ha lasciato piatti memorabili, come il “Savarin di riso” che lo chef de ristorante torinese La Cloche 1967, Luca Taretto, sabato 18 maggio 2019 interpreterà nella cena dedicata a Soldati, con un menu speciale si snoda nella tradizione della cucina italiana lungo la Valle del Po.

Grazie all’intervento di Elisabetta Cocito, accademica della cucina e segretario del Centro Studi Nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina, sarà messo in luce il Soldati gastronomo.

La serata sarà l’occasione per degustare alcuni dei vini e dei cibi amati dal grande scrittore torinese, che pur dichiarandosi un “non esperto”, nei suoi reportage raccolti nel libro Vino al vino, attraversò l’Italia alla ricerca del “vino genuino”. E forse, come suggerisce nella prefazione dell’ultima edizione di quel volume il giornalista Roberto Perrone, la lettura si può fare con un “rosso vivace, Barbera o Bonarda”, come appunto il Gutturnio 50 Vendemmie della Cantina Valtidone: è vinificato con quei due vitigni e accompagnerà il piatto di Mirella Cantarelli durante la cena.

Il Savarin di riso di Mirella Cantarelli in una interpretazione di un ristorante del Parmense

Soldati era convinto che il cibo prodotto da quelle comunità rurali era – e rimane – alla base dell’identità di una nazione. Nei suoi scritti e in tanti resoconti di viaggi nella pianura padana raccolti nell’antologia Da leccarsi i baffi, Soldati raccomanda di conoscere i territori e le persone che danno origine a cibi e bottiglie, unico modo per poterli apprezzare fino in fondo. Rimase famosa la sua “frittata rognosa” – che sarà tra gli stuzzichini dell’aperitivo – , come tanti piatti saporiti che descrisse nei suoi articoli.

Nel corso della serata organizzata dal ristorante della Famiglia Bello, sulla collina torinese, rileggeremo qualche brano di Mario Soldati, come l’indimenticabile descrizione di Torino nel suo Le due città, in cui il personaggio di Golzio, produttore cinematografico, ricalca la vita avventurosa di Riccardo Gualino, del quale abbiamo raccontato l’attività di industriale dolciario nella cena del 13 aprile scorso: «I grandi portici aerati e soleggiati: i negozi ricchi, le insegne dorate, i cristalli scintillanti di cielo; i bei vialoni larghi, lunghi, diritti, all’infinito, con le quattro file parallele dei loro alti alberi […] fu improvvisamente sicuro che a Roma non avrebbe trovato, né a Parigi né a Sydney né a New York se ci fosse andato, non avrebbe trovato una città così bella, così chiara, così logica».

La bottega dei Cantarelli come è rimasta a Samboseto, Parma

MENU IN ONORE DI MARIO SOLDATI

Sabato 18 maggio 2019, ore 20:00

Ristorante La Cloche 1967, strada Traforo del Pino 106, Torino

Questo il menu proposto dallo chef Luca Taretto, un giovane talento della cucina che, dopo anni di esperienze negli Usa e in Europa, da circa un anno ha preso in mano i fornelli della Cloche 1967 e in queste cene curate dagli scrittori Clara e Gigi Padovani per il ciclo “A tavola con la storia” si è saputo cimentare con successo tra i piatti dei Savoia, quelli del futurismo, con il Cibo degli Dei e ora dedicati alla Valle del Po. I vini sono quelli che amava Soldati, frizzanti e sinceri, della cantina cooperativa Valtidone, di Borgonovo Val Tidone, nei Colli Piacentini.

AMOUSE BOUCHE

Canapé, salumi con gnocco fritto, frittata rognosa, toma fritta nel pane nero, tomini nelle loro salse, focaccia con salame di turgia

con aperitivo Blanc de Blancs Cantina Valtidone

IN TAVOLA

Mousse di mortadella con polenta croccante e pistacchi

Salmerino confit, fave al basilico, fumetto allo zafferano

Abbinati a Malvasia 50 Vendemmie Cantina Valtidone

Flan di Parmigiano Reggiano 36 mesi e punte di asparagi

Savarin di riso dalla ricetta di Mirella Cantarelli

Abbinati a Gutturnio frizzante 50 Vendemmie Cantina Valtidone

Tiramisù

Abbinato a Malvasia spumante dolce Venus Cantina ValtidoneRistorante La Cloche 1967, Strada Traforo del Pino 106, Torino
Info e prenotazioni: +39.335.7712247 – +39.011.899.02.16
Costo per persona della cena: 50 euro, vini compresi
www.lacloche1967.it

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