di Clara e Gigi Padovani
In Italia esistono decine di migliaia di monumenti pubblici, collocati in spazi urbani, dedicati a condottieri, navigatori, scrittori, musicisti, uomini politici: quasi tutti ricordano figure maschili. Secondo un censimento realizzato dall’associazione di volontariato “Mi Riconosci”, citato anche in uno studio dell’Università Cà Foscari di Venezia, «in Italia ci sono soltanto 171 monumenti dedicati a donne. Per esempio, a Milano c’è una sola statua che commemora una donna, a fronte di 125 dedicate a uomini, e tra i busti del Gianicolo a Roma se ne contano 228 maschili contro uno femminile». A Torino, nonostante le tante vie che ricordano a regine, duchesse, principesse, non esiste neppure un’opera artistica scultorea che rappresenti un corpo femminile.
Ora questa lacuna sta per essere colmata, con la prima statua bronzea dedicata a una donna: sarà inaugurata sabato 17 gennaio 2026 sulla facciata di Palazzo Barolo, all’angolo tra via delle Orfane e via Corte d’Appello. La scultura, realizzata dell’artista torinese Gabriele Garbolino Rù – (nella foto, all’opera ) nato a Pianezza nel 1974,diplomato all’Accademia Albertina e docente di disegno in un liceo, autore di numerosi monumenti a Ferrara, Collegno, Pianezza – raffigura una grande benefattrice, per la quale è in corso il processo di beatificazione: Giulia Colbert Marchesa Falletti di Barolo. Il suo motto era “fare bene il bene” e nel monumento viene rappresentata mentre sorregge una donna carcerata, la categoria di reiette alle quali dedicò i suoi sforzi per migliorarne le condizioni di vita.
Giulia Colbert è stata definita come la prima “donna del Barolo”, la vera Madame Barolo che trasformò un vino locale in un mito internazionale: negli anni 30 dell’Ottocento fece conoscere alla Corte dei Savoia il nobile vino prodotto nelle sue Agenzie agricole.

Giulia Colbert Falletti di Barolo (in foto il ritratto di Luigi Bernero del 1811, esposto a Palazzo Falletti di Barolo), nata nel 1785 da una nobile famiglia francese decimata Rivoluzione giacobina, dopo un periodo di esilio trovò in Piemonte una nuova patria. Sposata nel 1807 con Carlo Tancredi Falletti, ultimo erede della casata di Barolo, divenne a Torino una figura centrale della vita culturale e politica dell’Ottocento.
Nel salotto del suo palazzo di via delle Orfane accolse protagonisti del Risorgimento come Silvio Pellico, il Conte Camillo Benso di Cavour, Cesare Balbo e Massimo D’Azeglio e fece conoscere alla corte sabauda il vino delle tenute di famiglia nelle Langhe. Amica del re Carlo Alberto di Savoia, contribuì in modo decisivo alla fama del Barolo, destinato a diventare il “re dei vini”.
Accanto a questo ruolo, Giulia Colbert fu una pioniera del sociale: fondò scuole e istituti assistenziali e nel 1829 aprì il primo asilo infantile d’Italia. Dalla visione condivisa con il marito nacque il Barolo moderno, simbolo dell’eccellenza piemontese nel mondo.
Il nostro libro Barolo Girls, dedicato alla “rivoluzione rosa” delle Langhe, si apre proprio con la sua storia. In lei si riconoscono molte delle oltre 60 produttrici di vino che abbiamo intervistato per realizzare questo volume edito da Gribaudo.
Palazzo Barolo ha previsto tre giorni di festa, dal 17 al 19 gennaio 2026, per celebrare la Marchesa, con una serie di manifestazioni volute dal curatore Enrico Zanellati, il quale commenta: «Quando si orienta lo sguardo verso la straordinaria figura di Giulia e quella del marito Carlo Tancredi Falletti di Barolo emergono tanti tasselli dalla storia del vino Barolo, nato proprio nelle antiche cantine che ancora oggi custodiscono e producono lo stesso prezioso patrimonio enologico. È proprio da questi celebri luoghi che arriva la principale linfa per la realizzazione del monumento. Da quasi un secolo la famiglia Abbona è proprietaria, a Barolo, delle storiche cantine un tempo appartenute ai Marchesi. Oggi, guidata da Ernesto e Anna insieme ai figli Valentina e Davide, prosegue con la stessa passione che animò la Marchesa Giulia nella produzione del “re dei vini e vino dei re”, con il prestigioso marchio “Marchesi di Barolo”. Ed è con questo stesso spirito che la famiglia ha scelto di affiancare l’Opera Barolo, sostenendo economicamente il progetto.»
Sulla storia della Marchesa è anche stato pubblicato il libro Sangue delle Langhe. La saga dei Barolo (Solferino) della scrittrice milanese Marina Marazza, autrice di molti romanzi storici, che costituisce il primo volume di una trilogia annunciata dall’autrice.
Questo monumento – che costituisce un giusto tributo alle opere e alla vita di Giulia Colbert – saprà destare l’attenzione dei torinesi e dei visitatori di Palazzo Barolo, affinché il suo insegnamento rimanga vivo nella memoria collettiva.
