Aiutiamo chi aiuta: il Banco Alimentare

Nel dicembre del 2011 mi telefona l’amico Roberto Cena, allora presidente del Banco Alimentare del Piemonte, per chiedere a Clara ed a me di indicargli “un cuoco stellato” in grado di cucinare per mille bisognosi, tra Natale e Capodanno: un’idea condivisa con il Comune di Torino, attraverso l’allora assessore alla cultura del Comune di Torino, Maurizio Braccialarghe (purtroppo scomparso). Ribattei a Cena: “Mi sembra un’impresa impossibile! Mancano venti giorni a Natale…”. Però ci siamo riusciti. Abbiamo trovato l’entusiastica adesione di ben quattro chef, non uno. Erano Stefano Gallo del ristorante «Barrique» a Torino, Giovanni Grasso e Igor Macchia della «Credenza» a San Maurizio Canavese, e Mariangela Susigan della «Gardenia» a Caluso.

[Nella foto in alto, una delle edizioni della cena, presso il PalaIsozaki di Torino]

Poi la cena “Auguri a mille” proseguì negli anni. Clara ed io abbiamo sempre dato una mano, se eravamo a Torino, con l’aiuto anche dei cioccolatieri che hanno portato le loro specialità per il fine pasto. Vi hanno collaborato ancora tanti amici chef. Ultimamente abbiamo dovuto sospendere la manifestazione per problemi logistici, ma si spera di poterla organizzare ancora, in sicurezza.

Quella telefonata di  Roberto Cena, che mi diede la possibilità di dare una mano per un’iniziativa benefica – che per una sera aveva ridato dignità e felicità a mille indigenti -, mi portò nell’orbita del Banco Alimentare del Piemonte. Una onlus che non conoscevo. Da laico, da giornalista e comunicatore, da esperto dell’agroalimentare in questi anni ho dato un contributo, dopo che il nuovo presidente Salvatore Collarino mi ha chiesto di entrare nel suo team come componente del Direttivo regioanle. E con Vilma Soncin, direttore della struttura, Maria Chiara Lignarolo per i progetti e l’ufficio stampa, Maurizio Comoglio (ex vicepresidente) e tanti altri volontari di grande professionalità ed esperienza, ho potuto conoscere ed apprezzare immensamente una realtà straordinaria: una macchina caritatevole, ma efficiente come un’azienda.

Volontari al lavoro nel magazzino di Moncalieri dopo una Colletta Alimentare

Ieri, da remoto, abbiamo tenuto la riunione del Direttivo per discutere e approvare il bilancio del 2019. Nella relazione che l’accompagna vi sono elencati gli straordinari risultati raggiunti l’anno scorso, che voglio condividere prima che sia pubblicato il bilancio sociale.

Nella foto, la Colletta Alimentare in un supermercato di Torino: il presidente del Banco Alimentare del Piemonte, Salvatore Collarino, con la sindaca di Torino, Chiara Appendino

DETTAGLIO RISULTATI 2019

 6.811 tonnellate di cibo totali distribuite di cui:
 1.514 tonnellate di alimenti forniti da AGEA
 2.538 tonnellate di alimenti da progetto Siticibo
 1.209 tonnellate di alimenti da donazioni della grande industria
 770 tonnellate di alimenti raccolte durante la Giornata della Colletta Alimentare
 124.252 piatti pronti recuperati dalla grande ristorazione collettiva.

A questi risultati, che valgono circa 20 milioni di € di aiuti alimentari per oltre 100 mila piemontesi, ora si aggiunge naturalmente l’attività messa in campo per rispondere all’emergenza Covid19, grazie al sostegno delle Fondazioni (Crt, Sanpaolo, ecc), della Regione Piemonte, del Comune di Torino ecc.
Eccole:

1. attivazione di una rete di trasporti terzi specifica per garantire il rifornimento di prodotti alle strutture caritative impossibilitate ad effettuare autonomamente il ritiro presso la sede di Moncalieri e i nostri 4 magazzini regionali;
2. potenziamento delle collaborazioni territoriali per la gestione dell’emergenza;
3. potenziamento dell’operatività di magazzino attraverso l’aumento dell’orario di servizio e degli addetti.

L’emergenza sanitaria per il Coronavirus sta diventando sempre più emergenza sociale ed alimentare. Mi conforta sapere che la rete del Banco Alimentare in Italia e in Piemonte è attiva.

Un’immagine della festa al Banco Alimentare per il trentennale, giugno 2020, con la Disco Soup

E sono onorato e orgoglioso di poter dare una mano, ringraziando tutti i volontari, compresa la Condotta Slow Food di Torino con il fiduciario Oliviero Alotto per aver dato il suo contributo. E grazie a Marco Fedele e ai suoi amici dj, oltre agli studenti dell’Unisg di Pollenzo, guidati da Ottavia Pieretto (che si è appena laureata in remoto, congrats) per la festa del trentennale, celebrata anche con la Disco Soup e l’aiuto di tanti chef, come Fabrizio Tesse, Marco Miglioli, Alessandro Mecca, Mauro Virdis, Luca Taretto, Silvia Ling, e molti altri (mi scuseranno quanti non ho ricordato).


Aiutate il Banco Alimentare anche voi

https://www.bancoalimentare.it/it/torino

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