Così piovon le 322 stelle Michelin 2015 sugli chef italiani

La prima uscita fu nel 1956, quando la “Rossa” si occupava delle pance vuote soltanto dalle Alpi a Siena. Oggi siamo arrivati alla sessantesima edizione e la Guida Michelin continua a essere la raccolta “gastro-critica” che più fa discutere i gourmet e palpitare gli chef. L’edizione 2015, presentata a Milano il 4 novembre, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, offre 270 novità, con oltre 6500 esercizi segnalati. Come sempre, l’attenzione è rivolta ai ristoranti stellati: quelli con un solo “macaron” – come li definiscono i francesi – sono 285, con 27 nuovi ingressi e 24 cancellazioni, anche per cessata attività; quelli con due stelle sono 39, con due new entry; infine rimangono al vertice otto locali con le tre stelle, gli stessi dello scorso anno. Le novità maggiori sono la scelta “social”, con una app che consente gratuitamente di scegliere i ristoranti dal cellulare, e l’ingresso tra gli stellati del primo etnico in Italia: lo chef Ichikawa Haruo del ristorante Iyo di Milano. Premiato anche Matteo Baronetto, chef del ristorante Del Cambio di Torino, allievo di Gualtiero Marchesi ed ex secondo di Carlo Cracco, che fa tornare una stella allo storico locale amato da Cavour: l’aveva avuta nel 1962 e persa nel 1987.

Leggi tutto “Così piovon le 322 stelle Michelin 2015 sugli chef italiani”