Clara e Gigi Padovani

Libri

Di Carlo Petrini e Gigi Padovani

Rizzoli 2005

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Slow Food Revolution

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Nel Basso Piemonte, tra le Langhe e il Roero, nasceva vent’anni fa un movimento destinato a diventare in tutto il mondo sinonimo di un’autentica nuova filosofia del cibo più consapevole dei valori della terra. La storia di Slow Food è legata a doppio filo a quella del suo carismatico leader, Carlo Petrini, che in questo libro ne ripercorre le tappe fondamentali, dalla nascita della Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, cui aderirono personaggi del calibro di Roberto Benigni, Francesco Guccini e Ornella Vanoni. È il primo nucleo di quella che diventerà, nel 1986, la lega Arcigola, che assumerà tre anni dopo il nome Slow Food con il Manifesto del movimento internazionale presentato a Parigi. Dopo la fondazione di una fiorente casa editrice, negli anni Novanta l’associazione partecipa al Vinitaly di Verona e organizza una serie di fortunati eventi gastronomici, culminati nel Salone del Gusto di Torino; si batte per la tutela dei prodotti tradizionali a rischio di estinzione dando vita ai Presìdi Slow Food, in Italia e all’estero, e per diffondere una consapevole educazione al gusto, inaugurando le Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Colorno.

Attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, Carlo Petrini e Gigi Padovani ci accompagnano in un viaggio alla scoperta di prelibatezze etniche ma anche italiane Doc, dalla bottarga di Orbetello al cappone di Morozzo, dal fagiolo Zolfino alla manna delle Madonie, e insieme illustrano i punti salienti della ‘filosofia slow’: la rivendicazione del diritto al piacere conviviale opposto all’omologazione del fast food; il recupero del valore della lentezza in contrapposizione ai ritmi frenetici della società contemporanea; l’assunzione di un nuovo senso di responsabilità nei confronti della produzione e del consumo del cibo, più attento alla salvaguardia dell’ambiente e alla qualità dei prodotti. Un impegno confermato da Terra Madre, della quale è descritta la prima assemblea nell’ottobre del 2004. Slow Food Revolution ricostruisce le tappe e le conquiste di un movimento culturale tra i più significativi degli ultimi anni, invitandoci a rinnovare il rapporto con il cibo e a restituire nuova dignità al piacere della tavola.


  • Slow Food Revolution
    Il confronto, con Fabbri e Assiri, è stato coordinato dal giornalista di Slow Food Editore, Fabio Giavedoni (l'ultima a destra).

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    La serata è proseguita all'Osteria Urbana Mangiafuoco, strapiena con 60 soci di Slow Food. Nella foto, da sinistra, il fiduciario Massimo Scarlatti con l'autore e Silvio Barbero prima della cena. A organizzare l'evento si è dedicato in particolare Francesco Amonti.

  • Slow Food Revolution
    Doppio appuntamento a Brescia gioved ì 27 ottobre, organizzato dalla "storica" condotta locale. Prima alla Libreria Rinascita, l'ultima rimasta di un circuito nazionale, dove è stato inaugurato il nuovo spazio sotterraneo voluto dalla instancabile Elena Piovani. Nella foto, da sinistra lo storico del cibo Marino Marino, che a Colorno organizza la libreria dell'Alma, mentre mostra una copia del primo "Gambero Rosso" sul "manifesto" del 1986. Accanto, l'autore e il segretario nazionale di Slow Food Silvio Barbero. Poi la serata conviviale. [Servizio fotografico di Ezio Marossi]

  • Slow Food Revolution
    Il dibattito è stato coordinato dalla giornalista della Rai Anna Scafuri (al centro della foto). Vi hanno partecipato esperti, chef, amministratori locali. Nell'immagine, da sinistra: Eugenio Luigi Iorio, medico e docente della Scuola di Specializzazione in Scienze dell'Alimentazione, Vito Puglia, segreteria nazionale di Slow Food e coorditore per il Sud dei Pres ìdi, Marino Niola, docente di Antropologia culturale all'Universit à S.Orsola Benincasa di Napoli, Anna Scafuri, il giornalista e scrittore Luciano Pignataro, e Gigi Padovani.

  • Slow Food Revolution
    Era gremita, con oltre cento persone, la sala polifunzionale "M. Benincasa", venerd ì 9 dicembre 2005, per un dibattitto su "Cultura del cibo, cibo nella cultura". Ogni anno la Associazione Amici delle Alici del bel paese sulla Costiera Amalfitana, a pochi chilometri da Salerno, con l'appassionato lavoro del presidente Secondo Squizzato - che è anche responsabile del Presidio Slow Food - organizza una festa per onorare la "vendemmia" dello straordinario elisir mediterraneo. Si tratta della Colatura di Alici di Cetara (molto simile al garum latino), che si realizza lasciando tre mesi a macerare sotto sale le alici appena pescate nel Tirreno in una botte di legno: un liquido profumato e costoso - 5 euro per 50 cc - che serve a condire pasta, verdure, ad arricchire tutta la cucina di pesce. Quest'anno durante la festa è stato presentato il libro "Slow Food Revolution".

  • Slow Food Revolution
    Prima del dibattito - e ha dovuto lasciare subito il tavolo dei lavori per andare nel suo ristorante "La Torre del Saracino" di Marina di Seiano, a Vico Equense - ha svolto una interessante prolusione lo chef Gennaro Esposito, che ha parlato della colatura di alici come di un "ambasciatore" della Costiera Amalfitana. Il pasticciere Salvatore De Riso ha offerto in degustazione la produzione della sua rinomata "Salderiso" di Minori, mentre il sindaco di Cetara, Franesco Liguori, il presidente della Pro Loco, Domenico Gatto e il presidente dell'Associazione, Secondo Squizzato, hanno portato il loro saluto alla manifestazione. Cosimo Mogavero di Ciripizza, Salerno, ha presentato la sua ottima pizza con le alici. Nella foto, un momento dell'incontro. Le fotografie sono di Salvatore Giordano

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    Pubblico delle grandi occasioni a Cuneo, gioved ì 10 novembre 2005, nel Centro Incontri della Provincia per l'apertura della rassegna "Scrittori in citt à ": erano presenti il sindaco Valmaggia, molti assessori, giornalisti e intellettuali ospiti della kermesse, dedicata alle passioni. Il dibattito - dal titolo "Cibo, passione e rivoluzione", è stato coordinato dal giornalista e scrittore Mario Baudino (al centro della foto, seminascosto) e vi hanno partecipato Gigi Padovani e Carlo Petrini.

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    Nella libreria del Caffè Letterario, nel centro di Bologna, si è svolta il 18 novembre 2005 una presentazione alla quale ha partecipato il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che ha sottolineato il rapporto fecondo tra Slow Food e le Regioni italiane. Nella foto, da sinistra, il fiduciario di Bologna Artemio Assiri, il governatore di Slow Food Alberto Fabbri e l'altro governatore, Errani, con l'autore in un brindisi a "Slow Food Revolution" prima del dibattito.

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    Pubblico delle grandi occasioni all'Hotel Taverna dei Re di Paestum sabato 26 novembre 2005 per l'annuale Festa della Bufala organizzata dalla associazione Galaxia per presentare il libro "Slow Food Revolution". Erano presenti all'incontro, tra gli altri, l'eurodeputato della Margherita Alfonso Andria, il senatore azzurro Gaetano Fasolino, il sincado di Capaccio (Paestum) Vincenzo Sica, il vicepresidente della Camera di Commercio di Salerno Carmine Maiese, l'assessore provinciale all'Agricoltura di Salerno, Corrado Martinangelo, sindacalisti, imprenditori, rappresentanti della Curia di Salerno. Si è svolto un vero e proprio talk show, condotto dal giornalista Peppe Iannicelli, al quale hanno partecipato Roberto Rubino, direttore dell'Istituto sperimentale per la zootecnia di Bella (Pz), il giudice della Corte Suprema Ambiente Amedeo Postiglione e Gennaro Colangelo, docente universitario e responsabile culturale di Galaxia. Nella foto, scattata durante la cena: (da sinistra), Gigi Padovani, il presidente di Galaxia Nicola Pietrafesa e il presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversit à , Piero Sardo.

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    Con una bella cerimonia a Giffoni, in provincia di Salerno, a Gigi Padovani è stato attribuito il Premio Nazionale Nocciola d'Oro, giunto alla ottava edizione. La cerimonia di consegna è avvenuta nel centro sulle colline del Salernitano, domenica 10 dicembre 2005. all'interno del monumentale convento di San Francesco restaurato dal Comune. Queste le motivazioni del premio, assegnato al giornalista de "La Stampa" Gigi Padovani dalla giuria del Comitato Tecnico Scientifico presieduta da Fabio Lunati, di Nomisma: "Per avere nel corso degli anni promosso con passione e rigore professionale l'agricoltura ecocompatibile di qualit à attraverso articoli, libri e interventi di alto valore. Per essere uno dei protagonisti del rinascimento gastronomico italiano fondato sulle produzioni di qualit à delle piccole comunit à rurali che costituiscono la forza del Paese". Nella foto, di Piero Vistocco, il momento della consegna del premio da parte di Fabio Lunati, di Nomisma (da sinistra), con accanto il direttore dell'Associazione produttori Tonda di Giffoni, Eligio Troisi, Gigi Padovani e l'assessore provinciale all'agricoltura di Salerno, Corrado Martinangelo.

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    Una foto di gruppo al termine delle giornate trascorse a Paestum con alcuni rappresentanti dell'associazione Galaxia e loro amici.

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    Alla cerimonia era presente anche il cardinale di Salerno, Renato Raffaele Martino - che ha visitato il Borgo di Terravecchia accompagnato dal presidente dell'associazione del borgo, Luciano Pignataro - e numerose autorit à : il cosigleire regionale Ugo Carpinelli, l'eurodeputato Alfonso Andria, mentre la associazione "Il Raggio di Luna" di Maristella Di martino ha curato la serata conviviale e il dibattito sui temi della nocciola di Giffoni. Nella foto, il premio. Albo d'oro delle otto edizioni

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    Piacevole pomeriggio nella nebbia di Langa con tanti amici a La Morra, domenica 23 ottobre, presso la biblioteca "Libri da gustare" di La Morra creata dall'Associazione Ca dj’Amis, che ha organizzato un ciclo di incontri autunnali su opere legate al cibo e al vino. La manifestazione è stata organizzata e presentata da Claudia Ferraresi. Nella foto (di Piera Genta), da sinistra il dibattito con Silvio Barbero, segretario nazionale di Slow Food e tra i fondatori del movimento, il produttore dell'Arborina, Elio Altare e Gigi Padovani.

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    La cornice è dei tremilia libri sull'enograstonomia che costituiscono il patrimonio di questa biblioteca. Al dibattito hanno partecipato tante personalit à della Langa: il sindaco di La Morra, Matteo Bosco, il presidente dell'Enoteca del Roero di Canale, Luciano Bertello, i produttori Beppe Rinaldi e Maria Teresa Mascarello, figlia del grande Bartolo che è stato ricordato da tutti. Nella foto-ricordo, da sinistra, Massimo Martinelli (relatore), Beppe Occelli (produttore di formaggi), Silvio Barbero (in seconda fila), Elio Altare, Gigi Padovani e Claudia Ferraresi. La foto è di Piera Genta.

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    A seguire Beppe Occelli (nella foto) ha presentato i suoi straordinari prodotti a latte crudo, dal Testun alle tome di capra e di pecora al burro di malga. In abbinamento è stato offerto uno splendido Barolo “Rocche dell’Annunziata” 2000 e al Barolo “Bricco Francesco” 2000 Rocche Costamagna, presentato da Alessandro Locatelli

  • Slow Food Revolution
    Laura Bonino, della segreteria del presidente, e Valter Musso, capo ufficio stampa di Slow Food, fotografati alla Libreria Rizzoli il giorno 8 giugno 2005 (FOTO con telefonino di G. Pa.)

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    Mercoled ì 8 giugno alla Osteria del Treno di Milano, in via San Gregorio 46/48, con un buffet di salumi, formaggi, vini e verdure dei Pres ìdi Slow Food, si è svolta la presentazione alla stampa del libro, presenti una cinquantina di giornalisti delle principali testate italiane. Atmosfera conviviale e simpatico dialogo tra il presidente di Slow Food e Folco Portinari, con interventi di Cesare Pillon, Paolo Marchi, Marisa Fumagalli, Licia Granello e tanti altri. L'amico Angelo, il titolare dello storico locale milanese, si era dato da fare con un buffet invitante. Nella foto, Lella Costa con gli autori del libro: ancora una volta la simpatica attrice non ha voluto mancare a un appuntamento con gli amici della chiocciolina

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    Ed infine ecco un'immagine dello staff della Libreria Grande di Perugi che ha organizzato la piacevole serata

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    LE FIRME ALLA LIBRERIA RIZZOLI Gigi Padovani, Clara Vada Padovani e Carlo Petrini alla prima firma delle copie a Milano in Libreria Rizzoli, l'8 giugno 2005 (FOTO di Alice Padovani)

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    Presentazione con il vento sulla terrazza del ristorante dei pescatori della cooperativa di Orbetello, il giorno dopo ferragosto, 16 agosto 2005. Partecipazione nutrita di pubblico e tre ospiti importanti, con l'autore: da sinistra, Stefano Ferrari, governatore di Slow Food Toscana, Massimo Bernacchini, presidente delal cooperativa e il noto chef e patron del Gambero Rosso di San Vincenzo, Fulvio Pierangelini. Sullo sfondo, la laguna dove vivono i cefali della famosa bottarga.

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    Un'immagine ricordo scattata dall'amico Mauro Vallinotto, photoeditor di "Specchio della Stampa", con (da sinistra) l'attrice Lella Costa, Gigi Padovani e la giornalista de "la Repubblica" Licia Granello

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    Gigi Padovani attorniato dai suoi libri e dai prodotti dei Pres ìdi Slow Food, naturalmente all'Osteria del Treno di Milano

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    Una foto di Gigi Padovani con Carlo Petrini nell'ottobre 2004 al termine della conferenza stampa finale del Salone del Gusto di Torino: tutto è incominciato da l ì. Il lavoro per il libro è stato avviato nella sale del Lingotto e al Palazzo del Lavoro durante lo svolgimento di Terra Madre

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    Un'immagine scattata il giorno dopo, a conclusione del pranzo svoltosi a Paestum al ristorante Tre Olivi: da sinistra, il presidente Nicola Pietrafesa, il maitre Filippo e lo chef del locale Matteo Sangiovanni, Gigi Padovani e il presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversit à , Piero Sardo.

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    Molto calda la partecipazione dei soci Slow Food. Nella foto ricordo, da sinistra, Patrizia, Cinzia, Gian Paolo Ciancabilla (docente di Master su vino, formaggi, salumi) Maurizio, Laura Zoia e Roberto. All'incontro erano presenti anche alcune insegnanti dell'Istitituto Comprensivo Assisi 2, che collabora con i laboratori del gusto e con il progetto di orto scolastico.

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    Piacevole serata alla Libreria Grande di Perugia, in localit à Ponte San Giovanni, organizzata dalla Condotta Slow Food di Assisi. Nella foto, la fiduciaria Laura Zoia, docente dei Master per l'olio, alla presentazione di sabato 15 ottobre, alle ore 21: ha partecipato un folto e attento pubblico.

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    E come dimenticare i dolci tipici umbri preparati da Francesca, che hanno chiuso la serata? Eccoli prima dell'"assalto" da parte del pubblico, con la crescionta, il torcolo, i bon bon alle castagne, oltre al cioccolato di Sao Tomè preparato da Claudio Corallo.

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    IL PESO DELLA STORIA Il presidente internazionale di Slow Food nella inedita veste di trasportatore dei libri dalla Libreria Rizzoli, in Milano l'8 giugno 2005, verso l'auto diretta a Bra con le copie per l'ufficio stampa (foto con telefonino di G. Pa.)

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    Al ristorante Terme di Pigna (presente sulla guida "Osterie d'Italia"), luned ì 3 ottobre 2005 la Condotta Slow Food di Bordighera, della Val Nervia e degli Otto Luoghi ha organizzato una bella serata con la presentazione del libro. Tra gli organizzatori l'infaticabile Luciano Barbieri, fiduciario della chiocciola e il fotografo Roberto Coggiola, entrambi tra i fondatori del Club Tenco di Sanremo, giunto quest'anno alla trentesima edizione. Durante l'incontro si sono ricordati gli esordi del Trio di Bra: Carlo Petrini, Azio Citi e lo scomparso Giovanni Ravinale, descritti nel libro "Slow Food Revolution". Nella foto-ricordo, da sinistra: Graziella Coggiola, Clara Vada Padovani, Gigi Padovani, Luciano Barbieri e Roberto Coggiola. 

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    Una presentazione tra amici nell'Osteria Slow Food che in funzione dal primo al tre ottobre 2005 a San Patrignano, Rimini, in occasione della rassegna di "cuochi, prodotti, ricette, vini" che prende il nome di "Squisito!", giunta alla seconda edizione. Il libro è stato presentato sabato 1 ottobre alle ore 16, con il fiduciario di Bologna Alberto Fabbri, Carlo Petrini e Gigi Padovani Nella foto di Giorgio Salvatori, atmosfera conviviale all'Osteria per il pranzo: da destra: Clara Vada Padovani, una volontaria di Slow Food, Carlo Petrini, Marrique Lopez Castillo, responsabile del Presidio del caffè di Huehuetenango, in Guatemala, e Gigi Padovani

  • Slow Food Revolution
    Il menu della serata - presentato dalla cuoca Gloria Rossi - è stato particolarmente interessante, con assaggi dalla cucina ligure dell'entroterra: indimenticabile la cima, i barbagiuai, il gran pistau e la trippa in umido. Si è bevuto con gli ottimi vini della Tenuta Giuncheo di Camporosso, delle Terre Bianche di Dolceacqua e La Rocca di San Nicolao Gazzeli di Chiusanico Nella foto sotto, da sinistra: il segretario della Condotta Robero Rizzi, l'autore e Luciano Barbieri. Alla serata erano presenti numerosi ristoratori, soci e il vicesindaco di Sanremo.

  • Slow Food Revolution
    Ventosa e piacevole presentazione del libro a Carbonia, venerd ì 22 luglio nell'area archeologica di Monte Sirai. Una citt à dei fenici che si affaccia sul mare davanti alle isole di Carloforte e Sant'Antioco Era organizzata nell'ambito della rassegna "Mare e miniere" della Regione Sardegna in collaborazione con Slow Food Cagliari. Nella foto sotto, il palco nel teatro: da sinistra, Cinzia Scaffidi di Terra Madre e Slow Food Nazionale, Anna Sulis di Slow Food Cagliari (l'organizzatrice) e Gigi Padovani. Sullo sfondo si intravedono le isole e la costa servizio fotografico di Ennio Meloni

  • Slow Food Revolution
    Dopo la degustazione, una foto ricordo: da sinistra, seminascosta, Angela Fadda, poi in primo piano Giovanna Fadda, Cinzia Scaffidi, Gigi Padovani e Clara Vada Padovani

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    E' seguita una piacevole degustazione di "su succu", il caratteristico piatto delle donne di Busachi che sono state intervistate nel libro Nella foto, da sinistra ancora Cinzia Scaffidi, l'autore e Anna Sulis

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    Molti applausi per le titolari del panificio di Busachi (in provincia di Oristano), che hanno preparato la loro pasta a base di brodo di pecora e zafferano, con formaggio Casizolu. Qui sono ritratte nel loro negozio: da sinistra, Giovanna Fadda, Angela Fois e Isabella Fadda. La prima settimana di settembre a Busachi c'è la Sagra di su succu

  • Slow Food Revolution
    Si è svolta a Staffolo il primo degli incontri organizzato dalla Comunit à Montana dell'Esino Fracassi, in provincia di Ancona, dedicato al cibo, viaggio tra letteratura e cultura. La rassegna - intitolata "nel cuore del libro.. parole d'autore" e giunta alla quarta edizione - si è aperta domenica 6 novembre con un incontro dal titolo "Dalla Nutella allo Slow Food: il biografo delle cose buone". Nella foto (da sinistra) il vicepresidente dei librai italiani, Fabrizio Marcantoni, con l'autore.

  • Slow Food Revolution
    Ed ecco una terrina con il piatto tradizionale: "su succu"

  • Slow Food Revolution
    Nonostante la neve e la nebbia che ha costretto alcuni a rinunciare, il pubblico in sala era numeroso e qualificato, con ristoratori, pasticcieri, enotecnici, giornalisti e progettisti. Nella foto, un'immagine della sala di Terre da Vino dove è stato anche proiettato il filmato su "Terra Madre" 2004.

  • Slow Food Revolution
    Piacevole pomeriggio invernale nella cantine Terre da Vino di Barolo, domenica 4 dicembre. per una presentazione del libro "Slow Food Revolution" con "merenda sinoira" accompagnata dai prodotti della cantina. Una foto di gruppo dopo il dibattito: da sinistra, Francesco Chiaramello, direttore vendite dell'azienda cooperativa di secondo livello, Gigi Padovani, Piero Quadrumolo direttore della cantina, Enzo Vizzari direttore della Guida ristoranti e della Guida Vini dell'Espresso e Roberto Burdese, vicepresidente nazionale di Slow Food.

  • Slow Food Revolution

  • Slow Food Revolution
    All’Osteria Mangiafuoco di Via Calzavellia 3/a il cuoco Savino Poffa, coadiuvato dal patron Filippo, ha preparato una cena tradizionale bresciana, con un piatto particolarmente gradito: la zuppa tradizionale della Val Canonica con castagne, funghi, verdure e formaggi. E’ stato abbinato a un ottimo “Pusterla Bianco” 2002 che nasce dal più grande “vigneto di città” nel centro storico di Brecia, con uva invernenga: Slow Food si prefigge di proteggerlo.

Indice del libro

PRIMA PARTE - VIA MENDICITA' ISTRIUITA

Capitolo 1. La formazione: 1981-1986
La ribollita di Montalcino – Nel salotto di Bartolo Mascarello a Barolo – Tra i veneziani di Mira e i romani di Cavour 313 – La piramide della Borgogna

Capitolo 2. Le radici: 1949-1981
Una via nel centro di Bra – Dalla San Vincenzo al Circolo comunista – Un giornale e la prima radio politica d’Italia – Cantè j’euv,l Club Tenco e le Nete: la slow music – Pina e Maria, le prime arcicuoche

Capitolo 3. L’idea: 1987- 1989
Il pentolone Arci Gola – Critica gastronomica militante: il “Gambero Rosso” – Un posto a tavola anche a sinistra: le Feste dell’Unità – Tre bicchieri per bere meglio – Gaja e la “sporca dozzina” in California – La chiocciolina alternativa ai fast food – Una sera a Parigi a ritmo Slow

Capitolo 4. La semina: 1989- 1996
Un sussidiario per margiarbere – Il soldato Nemecsek tra i governatori – Giornale di vino a Verona e golosità milanesei – Al Lingotto salpa l’Arca del Gusto

Capitolo 5. Il raccolto: 1997-2004
Le forme del latte e l’Arca senza la pecora Dolly – Il risotto di D’Alema per “Noè” – Città Slow e territori lenti – Tra vigne di Sciacchetrà e capponi di Morozzo: I Presìdi - Con la Coop la qualità è anche business – Fratello sole e sorella luna: la biodiversità – Un sogno che si avvera a Pollenzo – Affinità elettive anche a destra – Una chiocciola sul mondo, rivoluzione lenta

SECONDA PARTE - IL MENU DELLA BIODIVERSITA'

Capitolo 6. Terra Madre
I colori del mondo: in 4888 da 128 Paesi – Alice, un ristorante contro la Fast Food Nation – Carlo, il Principe con la chiocciolina

Capitolo 7. Gli antipasti.
Il pane di Ur-Paal – La focaccia classica di Genova – L’olio di Argan – La Signora di Conca Casale – Il Suovas di renna -

Capitolo 8. I primi
Il riso basmati della cooperativa Navdanya – Il riso selvaggio Manoomin dei nativi americani – I filindeu e so succu della Sardegna

Capitolo 9. I secondi
Il cappone di Morozzo – La vacca Old Gloucester – Il salmone selvatico irlandese . Le moleche di Chiogga – La bottarga di Orbetello e i pesci dell’isola cilena di Robinson Crosuè

Capitolo 10. I contorni
Il fagiolo Zolfino del Valdarno - La rapa francese di Pardailhan – Le verdure argentine di Cocina de la Tierra

Capitolo 11. I dessert
I formaggi artigianali Usa a latte crudo – Il pecorino polacco Oscypek che piace al Papa – Il cacao di Sao Tomè e il Nacional dell’Ecuador - Le prugne bosniache dello Slatko – L’uvetta afghana di Herat – La manna siciliana delle Madonie - Il caffè guatemalteco di Huehuetenango




TERZA PARTE - DIALOGO PADOVANI-PETRINI SUL FUTURO DEL CIBO

- I maestri
Grimod de la Reynière, Brillat-Savarin, Lévi-Strauss, Gino Veronelli
- La vita
Spunti autobiografici: il successo, i soldi, le “cattive compagnie” (il governo di centrodestra, la Regione governata da Ghigo ecc), la malattia
- La gastronomia
Dal vino all’eco-gastronomia scienza complessa e problema dell’ambiente, ma rimane il piacere
- La scienza
Il dibattito sugli Ogm
- L’ambiente
Il cibo deve viaggiare e quanto?
- La lentezza
Gli spunti filosofici offerti dai Dialoghi della Terra e da Enzo Bianchi
- Il futuro
I nuovi obiettivi: gli chef e le cuoche del mondo, le Università


Incipit del libro

Il profumo dei tordi arrostiti insieme con i fegatelli sulle piastre a carbonella aveva avvolto il Palazzo Pieri-Nerli. Sull’imponente edificio quattrocentesco in pietra, affacciato su Via Ricasoli, si apriva un piccolo e pesante portone di legno. Attorno, per le strette strade lastricate di Montalcino, la patria del Brunello, era un brulicare di gente. Si sentiva qualcuno cantare, un po’ sguaiato: «Svegliatevi dal sonno, ‘briaconi/ che giunta l'è per noi la gran cuccagna. / S’ha da mangia’ de’ polli e de’ piccioni, / e ber del vin che vien dalla campagna». Erano i versi del «trescone», antica ballata toscana ritrovata per la Sagra del Tordo: la si celebrava, come da tradizione, l’ultima domenica di ottobre. I giovani dei quattro quartieri della cittadina senese (Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio), finita la vendemmia di Sangiovese e Moscadello, da settimane si allenavano per conquistare la «freccia d’argento» al torneo di tiro dell’arco.
In realtà, il gruppo sceso dal piccolo autobus targato Cuneo, dopo sei ore di viaggio incominciato nella nebbia padana tra Asti e Piacenza e proseguito con difficoltà nel traffico di Firenze, non sembrava attratto dai balli e dal corteo storico in costume. Avevano fatto cinquecento chilometri, accumulando un ritardo di quasi due ore rispetto all’orario stabilito con il Circolo Arci di Montalcino. Erano arrivati fin lì in una quindicina, soci dell’Arci Langhe, associazione aderente al circuito culturale della sinistra. Il gruppetto era partito da Bra: volevano confrontare la loro cultura enologica, fino a quel momento sperimentata soprattutto tra le vigne langarole, con quella del più famoso vino toscano, il primo in Italia ad acquisire nel 1980 la sigla Docg, la denominazione «garantita», insieme con il Barolo.
Fin dal 1957 i montalcinesi si erano inventati la Sagra del Tordo per far tornare i molti emigrati in cerca di lavoro e per portare qualche turista sulla loro austera rocca affacciata sulle valli dell’Orcia, dell’Ombrone e dell’Asso. Soltanto arrivati in cima, i braidesi si erano accorti del paesaggio ruvido e altero che stava loro intorno e che potevano dominare con lo sguardo dagli oltre cinquecento metri di altitudine sul livello del mare. Nessuno si era reso conto di dove stavano arrivando, mentre il piccolo bus, parecchi chilometri dopo Siena, aveva incominciato ad inerpicarsi per le curve della statale tra vigneti e uliveti.
Erano partiti quasi all’alba da una cittadina, in Piemonte, cinque volte più grande di Montalcino: 25 mila abitanti, contro 5 mila. Vi si respirava un’altra aria: situata a Sud della cintura operaia di Torino, Bra era un centro che fungeva da cerniera tra la pianura metropolitana e le colline verso la Liguria. Un’area «bianca», tanto democristiana e moderata quanto era «rossa», comunista e socialista, la loro meta.
Il capo riconosciuto del gruppo era un «uomo solido e dotato degli occhi ironici del viaggiatore» – secondo la descrizione che gli dedicò, vent’anni dopo, lo scrittore catalano Manuel Vásquez Montalbán nel libro uscito postumo Millennio (pag. 24) – con una calvizie incipiente nonostante i 33 anni compiuti da poco e un barbone incolto. Alto, la camicia sempre senza cravatta e in litigio con i pantaloni, Carlo Petrini per l’anagrafe, Carlin per tutti, aveva appena fondato, nel Castello dei Falletti di Barolo, la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, collegata ad Arci Langhe.