Clara e Gigi Padovani

Blog

In libreria: “L’arte di bere il vino e vivere felici”

24 Novembre 2016

Da "WINENEWS":

Lo si capisce fin dall’inizio, nell’introduzione dedicata a come “Comunicare la felicità”: “siete affascinati dal vino. Vi piace berlo, soprattutto nelle occasioni importanti o con gli amici. Siete attratti dalla convivialità che crea. Vi ha sempre incuriosito quel mondo dalla storia millenaria. Possedete già un piccolo bagaglio di nozioni utili e vi siete ripromessi mille volte di seguire un corso per sommelier, magari anche soltanto per radio o su Internet, ma non ne avete trovato il tempo. Soprattutto avete sempre pensato che l’arte enoica sia qualcosa di complesso e impegnativo, un “sapere” lontano dalla vita quotidiana. Questo libro fa per voi. Perché vi farà capire che bere vino è un “fare”, e un fare pensando, percependo, amando. Un esaltatore di vita all’ennesima potenza, che aiuta a immergersi nel qui e ora. Avete mai tenuto tra le mani un bicchiere di Porto, guardando incantati le geometriche terrazze della Valle del Douro, in Portogallo? Vi è capitato di sorseggiare un Sauvignon Blanc al cospetto dei vigneti di Marlborough, in Nuova Zelanda? Avete provato a degustare un Barolo in un agriturismo di Località Fontanazza di La Morra, in Piemonte, vagando con lo sguardo tra i poggi irti di castelli delle Langhe? Io sì, e in quei momenti credo di aver capito qualche segreto dell’arte di bere vino per connettersi al mondo che ci circonda, praticando la mindfulness”.
Quindi, si parte dall’inizio con “Un trio colorato” perché, banale dirlo, ma dietro ogni colore del vino c’è un mondo da scoprire. E una domanda cui rispondere: per esempio, “dove vi porterà lo Champagne che avete scelto per la cena del vostro primo appuntamento d’amore?”. Segue il capitolo dedicato a “Le forme del vetro”, dedicato a chi si lascia intimorire “dalla sfilza di bicchieri posti su una tavola accuratamente apparecchiata ... Ma quanto incide davvero la forma sul contenuto?”. In “Questione di etichetta” Padovani affronta il tema del vino come “ambasciatore più autentico di un territorio e che, perciò deve saper parlare di sé, in modo conciso ma chiaro”. Seguono “L’arte di stappare”, “momento magico”, e “La giusta temperatura”, per apprezzare al meglio ogni vino, fino ad immergersi nel “Paese dei profumi”: “abbiamo riflettuto molto sul vino ma, come in ogni relazione, la familiarità va costruita con cura. Non è ancora giunto il momento di titillare le nostre papille con l’agognato nettare. Prima c’ è il naso. L’arte di annusare il vino è fondamentale: i suoi profumi sono straordinari. Se imparate lentamente a riconoscerli, vi si aprirà l’inebriante Paese dei Profumi”. Si arriva così a “Bere con arte”. Fondamentali i “Dialoghi con il cibo”. Quindi il concetto di “Bere o non bere con mindfulness”: “chi si avvicina al complesso mondo del vino è una persona che ama la vita e non rinuncia al piacere della tavola, ma sa ricercarlo, usando intelligenza e memoria. Riconoscere il valore della convivialità e della cultura materiale è un segno di consapevolezza per le piccole felicità quotidiane: non si tratta di un esercizio da fanatici enofili. Consente di vivere meglio, apprezzando il lavoro di contadini, cantinieri, sommelier che sta dietro a ogni etichetta”, ricordandosi che saper scegliere un vino è cultura, ma lo è anche decidere di non berlo. Chiude il volume, una “Geografia del vino” (mondiale).

  • La copertina del libro